I SERVIZI VACANZE DI VILLA POGGIO AI MERLI
| Quello che c'è da sapere sulla zona del Chianti |
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| La Storia |
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L’uva è sempre stata una risorsa importantissima della zona del Chianti e per questo
bisogna ringraziare il popolo degli Etruschi. Fu infatti attorno al IV-III secoldo a.C. che gli Etruschi
si insediarono nella zona e vi introdussero la coltivazione della vite. E forse proprio dal nome di una
famiglia etrusca, i Clante, deriva il nome Chianti. Questo oppure dal latino
clango, dal rumore di armi e trombe. Già perchè la storia di questa terra è sempre stata piuttosto
movimentata ed è passata attraverso varie dominazioni: Romani, Franchi e Longobardi per citarne alcuni.
Solamente nel IX secolo arrivò un po’ di pace quando, con la formazione della Marca di Tuscia,
diventò uno stato autonomo e sede di numerose abbazie. E bisogna dire grazie ai monaci se la
produzione viticola ebbe un ulteriore sviluppo. Per secoli ci furono numerosi conflitti tra la diocesi di Firenze e quella di Siena: Firenze voleva che il suo confine comprendesse il Chianti fino al confine con Siena mentre quest’ultima era contraria dato che temeva la vicinanza del nemico. La presenza di numerosi castelli è la prova più evidente di questo conflitto tra città: iniziò nel 1082 e si placò solamente a fine secolo, nonostante l’opera mediatrice di Papa Alessandro III. Nel 1250 nasce la Lega del Chianti con il compito di risolvere diplomaticamente le controversie tra Firenze e Siena e bloccare le mire espansionistiche di quest’ultima. La giurisdizione del Chianti comprendeva i terzieri di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti che, nel 1384, si diedero uno statuto proprio con un podestà nominato da Firenze che li guidava. Il loro simbolo divenne un gallo nero su un campo dorato. Seguì un secolo di fervori. Nel ‘500, infatti, il Chianti subì le invasioni dei Borboni e dei Lanzicchenecchi e fu messo in ginocchio fino a quando a metà del secolo, con la caduta di Siena, passò sotto il governo dei Medici. Da qui in poi iniziò la rinascita della zona. Il Seicento divenne quello che poi fu definito come “il secolo del Chianti”. Il vino iniziò ad essere apprezzato ovunque, diventando il cuore economico della zona. La Lega del Chianti fu sciolta in seguito alla formazione dei Comuni e nonostante il periodo burrascoso attraversato dall’Europa, la zona rimase pacificamente al di fuori di tutto, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale. Nel Dopoguerra, la vita cambia e le campagne si spopolano mentre comincia a svilupparsi l’interesse degli stranieri. I primi sono gli inglesi che, negli anni Cinquanta, comprano case e terre. Poi arrivano svizzeri, olandesi, tedeschi, americani... Tutto questo contribuì a far diventare il Chianti la terra d’oro che è oggi. Le aziende vinicole sono gestite da manager anche internazionali; i terreni sono curati da professionisti più che qualificati; i vini sono in mano ad enologi; le attrezzature sono avanzatissime; la ricerca è in continuo movimento. Insomma, il Chianti è sì una terra romantica che produce ottimo vino, ma è soprattuto tecnologia all’avanguardia, ricerca e business. |
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| La Natura |
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Il Chianti è un alternarsi di vallate e colline che raggiungono un’altezza media
di 500 metri e si estende tra la provincia di Firenze e quella di Siena. In origine era una terra coperta di boschi di castagni e quercie ma la varie vicissitudini storiche, la costruzione di castelli e fortezze, la successiva conversione in grandi fattorie fece sì che vigneti e uliveti, presenti già dall’antichità, prendessero progressivamente il posto della maggior parte delle altre vegetazioni che crescevano spontaneamente. Ogni zona del Chianti però è caratterizzata da diverse formazioni del terreno che rendono uniche le coltivazioni. La fauna del Chianti è sempre stata, fin dal passato, piuttosto ricca a e varia, tanto che, ancora oggi, è possibile incontrare fagiani, lepri, caprioli, istrici, porcospini, cervi, scoiattoli, quaglie, upupe e cinghiali. Il cinghiale è un animale che va trattato a parte dagli altri. Soprattuto nella stagione calda, il cinghiale invade boschi e vigneti ed è stato introdotto per scopi venatori nelle campagne toscane negli anni Settanta. |
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| La Cultura |
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La zona del Chianti fu da sempre al centro di grande fermento culturale. Di essa
parlò Dante nella sua Divina Commedia, ispirato dalla bellezza dei colli toscani. E tra il
Quattrocento e il Cinquecento la zona visse un vero “secolo d’oro”, culturalmente parlando. Nel 1454 nacque nella zona Amerigo Vespucci, futuro protagonista di varie spedizioni nelle Americhe. Nel 1458 nacque Giovanni da Verrazzano, il navigatore che scoprì la baia di New York e il fiume Hudson. Nel 1513 arrivò nella zona Niccolò Machiavelli e compose qui alcune delle sue opere più importanti. E ancora, Michelangelo Buonarroti, Galielo Galilei e per finire Leonardo da Vinci che proprio nel Chianti ritrasse la Gioconda. |
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