| I borghi toscani da visitare: |
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| Barberino Val d'Elsa |
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In passato questo borgo era molto importante per Firenze, per i mercanti e per i pellegrini
data la sua posizione vicino alla Cassia romana che si raccordava alla Via Francigena. La strada che ora gli passa ad est, prima lo attraversava, obbligando i viaggiatori a fermarsi. Per questo motivo, a ridosso della Porta Fiorentina, fu costruito nel 1365 da Taddeo di Cecco, lo Spedale dei Pellegrini. Quando nel 1202 Firenze rase al suolo il vicino borgo Semifonte, l'importanza di Barberino Val d'Elsa crebbe in maniera parallela, arricchendosi e ingrandendosi. Passò quindi sotto il controllo di Firenze che ne costruì le mura e lo trasformò in un presidio militare. Tutt'oggi si possono vedere le due Porte, anche se quella Fiorentina è un rifacimento mentre quella Senese è l'originale, in pietra, con un elegante arco gotico con un picolo campanile a mattoni del XVIII secolo. Sono originali anche le torri difensive verso la Valle del Drove. Di notevole importante è anche il Palazzo Porte Pretorio, con la facciata rinascimentale punteggiata da 3 5 stemmi gentilizi, e Palazzo Barberini, appartenuto alla famiglia di Papa Urbano VIII. |
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| Barbischio |
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Barbischio è un piccolo borgo pittoresco vicino a
Gaiole in Chianti. Le sue origini sono documentate attorno al 1010, data che compare su una carta trovata nella Badia di Coltibuono. Il Castello ebbe vari proprietari nel corso dei secoli, dai Ricasoli alla Badia di Coltibuono, dalla Badia dei Cassinesi di Firenze ai Conti Guidi di Bottifolle. Alla metà del XIV secolo gli abitanti si ribellarono al dominio dei Guidi, si sottomisero volontariamente a Firenze che restituì il castello e i suoi abitanti ai Ricasoli. Per la sua posizione sul confine con Siena, il Castello fu teatro di parecchie sanguinose battaglie. Comprese due invasioni degli Aragonesi, nell'ultima delle quali (1478), Siena riuscì a conquistare e distruggere parzialmente la fortezza. Oggi ne resta una delle quattro torri, restaurata e trasformata in abitazione privata. Sono visibili anche se in parti le antiche mura mentre è rimasto immutato il panorama sulla valle sottostante. |
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| Castagnoli |
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Castagnoli è un piccolo borgo a sud di Gaiole in Chianti.
Le sue origini vengono fatte risalire all'anno 900. Nel 1203 Castagnoli entrò a far parte della
Lega del Chianti e del territorio fiorentino. Durante gli anni in cui Firenze e Siena si fecero guerra, dovette resistere a vari attacchi, e finì per far parte del Granducato della Toscana. Da allora a capo della villa e dei terreni circostanti si alternarono grandi famiglie, i Piccolomini, i Tempi e i Ricasoli. Tutte quante ebbe particolare cura delle vigne e si dedicarono alla produzione del vino, tanto da far diventare, nel Settecento, Castagnoli una delle tenute più celebrate del Chianti. Oggi il borgo antico, la villa, la rocca a pianta ovale e la piazzetta lastricata sono proprietà della società Rocca di Castagnoli, con l'esclusione di qualche abitazione privata. |
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| Castellina in Chianti |
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Castellina in Chianti era un centro importante già all'epoca degli Etruschi.
A prova di questo ci sono ritrovamenti archeologici che indicano la presenza di un nucleo abitativo
sul colle di Salivolpi. Diventò poi insediamento romano e, nel Medioevo, assunse
un ruolo strategicamente importante per la difesa di Firenze. Fece parte inoltre
della Lega del Chianti e divenne teatro di grandi incursioni senesi. Per evitare ulteriori problemi Firenze fece costruire fortificazioni e diede il via a grandi opere di ristrutturazione del borgo. Tra coloro che lavorarono alla ristrutturazione ci fu l'architetto Filippo Brunelleschi. Finita la guerra, Castellina in Chianti passò sotto il governo dei Medici e da presidio militare si trasformò in zona rurale strutturata come podere a mezzadria. Il borgo divenne comune nel 1865 e durante la seconda guerra mondiale divenne palcoscenico del passaggio del fronte, che gli costò distruzione e danni. Al giorno d'oggi il borgo è perfetto per i turisti. E' bello, tranquillo, ricco di botteghe, enoteche, locali e vicoli suggestivi. E' considerato una delle perle del Chianti per la sua architettura caratteristica. Elementi importanti da visitare sono:
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| Castelnuovo Berardegna |
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Castelnuovo Berardegna è il borgo che si trova più a sud dei Comuni del Chianti,
nell'alta valle dell'Ombrone. Fondato presumibilmente attorno al 1050 da un nobile di origine franca, di nome
Bernardo, passò nel Duecento sotto il dominio senese e fu testimone delle lunghe lotte tra Firenze e
Siena. La lotta per contendersi il borgo durò fino al 1555, quando entrò a far parte del
Granducato di Toscana. Nel 1774, grazie alla riforma Leopoldina, Castelnuovo assunse
l'attuale assetto territoriale. Oggi giorno del Castello che diede il nome al borgo sono rimasti visibili solo alcuni tratti delle mura e una torre. Il borgo invece ha il suo centro più importante nella piazzetta irregolare su cui si affacciano la Torre dell'Orologio e la Chiesa dei Santi Giulio e Clemente con all'interno la Madonna con Bambino di Giovanni di Paolo. I vicoli e le piazzette del centro storico sono ricchi di taverne e botteghe e per continuare una tradizione medievale - quella di dipingere le facciate degli edifici - alcuni palazzi, sempre del centro storico, hanno i muri dipinti con scene degli spettacoli del Bruscello, l'antica forma di teatro e canto che ancora oggi va in scena ogni estate a Castelnuovo. |
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| Gaiole in Chianti |
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Gaiole in Chianti è circondata da colline con borghi, castelli e ville. Gaiole in Chianti è noto come importante centro commerciale fin dal Duecento e la zona in cui sorge era popolata già nel Mille. Assunse un ruolo importante quando nel 1250 diventò uno dei terzieri della Lega del Chianti. Il borgo ancora oggi si snoda lungo una strada principale, via Ricasoli, che poi si allarga in una piazza triangolare con i portici ai lati, come gli antichi "mercatali". Il cuore antico è mantenuto con il Duomo e poche case di pietra, scarsi invece gli elementi architettonici medievali. Il resto del paese si è sviluppato in epoca piuttosto recente. |
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| Greve in Chianti |
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Greve in Chianti sorge a sud di Firenze. La zona è abitata già dal
Mille e i primi abitanti vivevano arroccati sulla collina di San Francesco. Il borgo
divenne poi sede di un antico ospedale e dal Quattrocento ospitò, in quello che oggi è il
Museo d'Arte Sacra, un piccolo insediamento di monaci francescani. Data la sua posizione
strategica, era collegata con vie che portavano velocemente a Firenze, divenne importante,
specie dal punto di vista commerciale. Si trovava infatti al centro di una vasta area punteggiata da pievi
e castelli trasformati, dopo la conquista dei Fiorentini, in ville-fattorie o in residenze di campagna. Oggi come ieri, il cuore del borgo rimane Piazza del Mercato, nota per secoli come "il Mercatale a Greve" e ora come piazza Matteotti, su cui si affaccia l'imponente Palazzo del Comune in stile neorinascimentale costruito alla fine dell'Ottocento sui resti del vecchio palazzo pretorio del XV secolo e con la statua di Giovanni da Verrazzano. Oggi la piazza ospita le mostre-mercato del Chianti Classico, di alimenti biologici, di prodotti tipici, di fiori. Prolungamento del loggiato, sotto cui si trovano enoteche e botteghe, è la piazzetta Santa Croce, elegante e familiare, con l'omonima chiesa trecentesca ma ricostruita nell'Ottocento: vi sono conservate notevoli opere d'arte come l'Annunciazione di Scuola Fiorentina del XIV secolo e un trittico di Bicci di Lorenzo del XV secolo. |
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| Lucolena |
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Lucolena si trova sopra la cima del Monte Domini a 554 metri di altitudine. Neanche
questo borgo fu immune alle guerre tra Firenze e Siena, infatti, si
schierò a fianco della prima e aderì poi alla Repubblica Fiorentina. Oggi, da visitare a Lucolena c'è la Chiesa di Santo Stefano, risalente al XIII secolo, ma rimaneggiata nel Novecento, e nella vicina Torsoli, la Chiesa romanica di San Gaudenzio, anche questa ristrutturata da poco. Poco distante, c'è un'altra chiesa, dedicata a San Michele gotico, al cui interno è conservato un affresco firmato Paolo di Stefano Badaloni del Quattrocento. |
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| Montefioralle |
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Montefioralle è un piccolo borgo che si trova su un poggio a 366 metri di altitudine.
Il Castello, fin dal XII secolo, è sempre stato residenza di famiglie nobiliari, fino a quando, dopo
la disfatta fiorentina della battaglia di Monteaperti (1260), i Senesi distrussero le
torri e le case. Quando, a sua volta, Siena venne sconfitta, Montefioralle
perse la sua funzione militare e via via anche i suoi abitanti, che si trasferirono a
Greve, commercialmente
più ricca. Oggi l'antico borgo ha conservato l'impianto medievale e ha un fascino come poche altre località chiantigiane. Ha minuscole case di pietra, una strada principale dal selciato irregolare che sale sul poggio per poi tornare al punto di partenza con andamento ellittico e l'antico cassero inglobato oggi nella chiesetta gotica di Santo Stefano. Quest'edificio è stato da poco restaurato e conserva una tavola duecentesca della Madonna in trono col Bambino di un anonimo fiorentino oltre a una Trinità e Santi, una tavola del Quattrocento posta dietro l'altare. |
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| Panzano in Chianti |
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Panzano in Chianti è un borgo situato tra
Greve e
Castellina in Chianti, precisamente sul crinale che separa la Val di Pesa
dalla Val di Greve. Il nucleo antico del borgo, che ha origini etrusche, si trova a 500 metri di altitudine, sulla cima di un colle. La zona fu abitata anche dai Romani attorno al Mille. Il Castello di Panzano, edificato dalla famiglia Firidolfi, conserva ancora oggi il suo perimetro murario con il cassero e il borgo d'impianto medievale con le case di pietra. Nei primi anni del Trecento, la roccaforte entrò a far parte della Lega della Val di Greve alleata di Firenze. Da vedere a Panzano in Chianti, che per il resto è costituito essenzialmente da edifici moderni, c'è l'imponente Chiesa di Santa Maria Assunta, il cui campanile è stato ricavato da una delle torri angolari del Castello. Poco è rimasto della struttura medievale, tranne una piccola cappella interna che custodisce un'Annunciazione del Ghirlandaio. |
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| Radda in Chianti |
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Radda in Chianti è un tipico borgo della zone del Chianti
situato su un poggio tra le Valli della Pesa e dell'Arbia. Conserva
immutata la struttura a cerchi concentrici che aveva sin dal Medioevo, con i vicoli che sfociano in
piazzette, una piazza principale a forma allungata, la cinta muraria e le torrette di difesa. Le sue
origini, a quanto pare, sono etrusche anche se il primo riferimento diretto al Castello di Radda
è dell'IX secolo. Anche Radda in Chianti fu un potente capoluogo di uno dei terzieri
della Lega del Chianti dal 1384. Al centro del borgo sorge il Palazzo Pretorio, costruzione quattrocentesca, oggi sede del Comune, la cui facciata è decorata da stemmi in pietra e terracotta, e altri palazzi per di più risalenti al Settecento. Sempre partendo dal centro, dopo una breve scalinata, si arriva in una piazzetta con una fontana dove è situata la Chiesa di San Niccolò di costruzione romanica ma che fu rimaneggiata molto nel corso dei secoli, tanto da vantare oggi uno stile piuttosto eclettico con particolari neomedievali, neorinascimentali e addirittura liberty insieme ad opere quattrocentesche come un Crocefisso ligneo policromo, a lungo oggetto di venerazione. Non lontano dal centro storico, si trova il Convento francescano di Santa Maria in Prato che ospita un museo d'arte religiosa con opere provenienti dalle chiese di Radda in Chianti e Gaiole. Non lontano da Radda in Chianti si trova inoltre
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| San Casciano in Val di Pesa |
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I primi insediamenti nella zona di San Casciano in Val di Pesa risalgono all'epoca
etrusca (VII secolo). Il borgo divenne un importante centro nel Medioevo, per la sua posizione strategica
sullo spartiacque tra Val di Pesa e Val di Greve. Passato sotto il
dominio di Firenze, nel XII secolo, il borgo venne guidato da un podestà e fortificato
diventando pressocchè inespugnabile grazie alla possente cinta muraria, a torrioni e porte. Nel Cinquecento,
però, il borgo perse la sua funzione di avamposto difensivo della Firenze medicea e via
via iniziò la demolizione di mura e torri. Oggi è rimasta solo una delle quattro porte originarie e il cassero, che ha subito varie trasformazioni. Ai primi del Seicento divenne una villa gentilizia che dell'originale conserva l'alta torre merlata e l'arco d'ingresso di pietra. Tra i monumenti importanti da ricordare, la Chiesa di Santa Maria al Prato (o della Misericordia) costruita nel 1304 e poi rimaneggiata nel Seicento con, all'interno, un Crocifisso di Simone Martini, il pulpito di Giovanni di Balduccio e tele secentesche: non a caso è considerata la chiesa più ricca di capolavori artistici nel Chianti. Tra gli altri edifici di culto, San Francesco e la Collegiata di San Cassiano, originaria del XIII secolo, ma riedificata nel Settecento con bei crocifissi della bottega del Verrocchio. |
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| San Donato in Poggio |
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San Donato in Poggio è un piccolo borgo che si trova a sud di Tavarnelle.
Abitato fin dal 989, si trova in una posizione favorevole, lungo il collegamento tra Firenze
e Siena. Il borgo si trasformò in un castello fortificato fin dal 1033 e fu per un lungo
periodo proprietà dei Conti Guidi. Nel 1218 il Castello venne assoggettato in maniera definitiva alla Repubblica di Firenze e per tutta la metà del XIII secolo fu un punto strategico sulla Via Cassia. San Donato fu inoltre a capo della Lega del Chianti, nei primi anni del Trecento. Da visitare, tra le altre cose, il Palazzo Pretorio, sede della lega del Chianti. |
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